Da dove sto chiamando (Raymond Carver)
Solitudine. Disperazione. Incomprensione.
Sentimenti e sensazioni. Vita insomma.
Questo è quello di cui scrive Carver nei suoi racconti, presentandoci un unico, nitidissimo fotogramma di vite che ci fa solo scorgere ma non afferrare.
E come in una bella fotografia, talmente nitido da farci scorgere le ombre dell’animo umano che altrimenti faremmo fatica (o non vorremmo) mai scorgere nelle persone, i racconti di Carver lasciano immaginare molto del baratro esistenziale che sta subito dietro i personaggi, pronto a -inevitabilmente- risucchiarli.
Sono cartoline da un presente parallelo (non è il nostro presente, ma è talmente simile che ci rendiamo conto con desolazione di quanto poco servirebbe perchè diventasse nostro) che lasciano l’amaro in bocca e ci fanno vedere con occhi diversi la realtà dei nostri rapporti.
Le coppie, le famiglie di Carver non funzionano. Mai. Anche in quelle che apparentemente sono felici, gli individui sono inevitabilmente soli, e basta un incidente, anche banale, per scatenare la disperazione della solitudine. Le coppie non parlano, non comunicano e la colpa è nella maggior parte dei casi degli uomini. Uomini deboli, frustrati, alcolizzati, falliti che si trascinano stancamente, incapaci di reagire alle difficoltà ma capaci invece di affondare nell’apatia, senza alcuna reazione al fallimento della propria vita. Le donne in tutto questo non possono fare altro che prendere atto del fallimento del loro rapporto, andarsene e rinunciare, in cerca di una felicità che speriamo possano trovare altrove.
Ma nei racconti non manca la speranza: purtroppo però sta solo nella consapevolezza e nell’accettazione della propria solitudine.
E’ come se ci dicesse che possiamo essere felici solo nel renderci conto che siamo soli e incapaci di un vero contatto con gli altri esseri umani.
Tutto questo con una scrittura talmente “morbida” da essere quasi trasparente, da adattarsi al respiro stesso del lettore: Carver si limita a raccontarci semplicemente i fatti, ma (come fa dire a un suo personaggio) ci suggerisce il mondo che c’è dietro ad essi. E lo fa con racconti da leggere, ed era il suo intento dichiarato, in una sola seduta.
Per lasciarci poi da soli a riflettere.
Da dove sto chiamando
Racconti
(Where I’m Calling From)
Ed. Minimum Fax | 582 pagine – ISBN 88-87765-98-7
Prezzo di copertina: € 17,50
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- Pubblicato:
- Febbraio 20, 2007 / 3:07 pm
- Categoria:
- Carver, Racconti, Recensione, USA
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