Echi perduti (Joe R. Lansdale)

Da parte mia una critica negativa su Lansdale sarebbe semplicemente impensabile: sono spudoratamente di parte e lo considero uno scrittore eccezionale, nel suo genere.
O meglio, dovrei dire nei suoi generi.
Premesso questo, credo che questo sia uno dei suoi libri meno riusciti: godibile quanto un telefilm americano, fila via liscio per tutte le 400 pagine, lasciando però molto poco al lettore, se non (soprattutto agli affezionatissimi di Lansdale) un po’ di amaro in bocca per l’occasione persa.
I “grandi temi” in realtà ci sarebbero, ma sono solo la brutta copia degli stessi trattati in maniera più complessa e coinvolgente in altri meravigliosi romanzi e film.
L’infanzia e l’innocenza perdute prematuramente a causa della violenza e della brutalità, che ci ricordano da vicino, per esempio, “Stand by me – ricordi di un’estate” di King, o “In fondo alla palude” dello stesso Lansdale (a mio parere il suo romanzo migliore);
il “dono soprannaturale e terribile” con cui si è costretti a convivere (anche qui gli esempi si sprecherebbero, ma basta citare “Shining”, sempre di King)
Un elemento di discontinuità rispetto alla tradizionale produzione dello scrittore texano c’è però: il co-protagonista, la guida verso la “rinascita” (il Virgilio dantesco, per capirci) ha tratti che ricordano lo stesso Lansdale, a partire dall’arte marziale di cui era maestro prima della svolta drammatica della sua vita: è la medesima che l’autore stesso ha inventato e che insegna tutt’ora in diverse palestre sparse per gli Stati Uniti.
Un piccolo cameo (con una piccola dose di autocompiacimento, forse) che lascia trasparire tutto l’amore dell’autore per la sua arte marziale, capace di donare –a suo dire- serenità ed equilibrio.
Ma non basta certo questo.
Anche perché questo maestro di arti marziali caduto in disgrazia a causa delle avversità della vita, ma che fa di tutto per salvare il protagonista e contemporaneamente salvare se stesso dall’autodistruzione, ricorda veramente troppo da vicino il maestro Miyagi di Karate Kid. E purtroppo non è l’unico elemento che ricorda tragicamente quel capolavoro degli anni 80.
Diciamo che è un libro che si lascia leggere, e che se fosse di un qualche “nuovo fenomeno italiano” sarebbe pure osannato come il capolavoro del secolo.
Ma Lansdale non è italiano. E’ del Texas. E da lui pretendiamo molto di più.

Echi perduti (Joe R. Lansdale) Echi perduti (Joe R. Lansdale)
Romanzo
(Lost echoes)
Ed. Fanucci, Collana Gli Aceri | 416 pagine – ISBN 8834711602
Prezzo di copertina: € 17,50

 


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