Artificial Kid (Bruce Sterling)
Ogni tanto è piacevole fare una piccola digressione in un genere che non è molto familiare. Ma forse quest’affermazione sarebbe più sensata se le mie letture non fossero altro che digressioni! Purtroppo questa è stata una “deviazione” che non mi ha portato da nessuna parte: questo romanzo non va molto oltre l’essere un “romanzo di genere”; se poi per genere si intenda la fantascienza (quella classica, per capirci, perchè Artificial Kid non si può certo includere nella produzione cyberpunk di Sterling) o il romanzo epico poco importa.
Sì, perchè se eliminassimo il contesto di un pianeta alieno, della possibilità di vivere potenzialmente all’infinito (ma con una personalità e un corpo diversi, quindi senza una continuità vera e propria) e droghe sintetiche, non ci rimarrebbe altro che un paladino, una donna-santa-guerriera votata a una nobile causa, un vecchio saggio e una rivoluzione quasi involontaria per sovvertire un sistema politico malato e corrotto. Tutto questo a dire il vero potrebbe anche funzionare, se la trama non franasse completamente verso i tre quarti del romanzo, sfociando in una sorta Laguna Blu francamente imbarazzante, per poi riversarsi in un finalino raffazzonato che non accontenta nessuno: i buoni sono buonissimi, ma il sistema non si cambia: insomma, un sempre attuale “cambiare tutto per non cambiare niente” di gattopardiana memoria (con le mie scuse per il paragone!)
Artificial Kid (Bruce Sterling)
Romanzo
(The Artificial Kid)
Ed. Mondadori | 320 pagine – ISBN 88804561989
Prezzo di copertina: € 9,00
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- Pubblicato:
- Aprile 26, 2007 / 3:50 pm
- Categoria:
- Recensione, Romanzo, Sterling, USA
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