Il viaggio di un cuoco (Anthony Bourdain)

Boudain è indubbiamente un uomo dotato: è ironico, curioso, amante della vita, chef di successo e ha anche il dono della scrittura. Un uomo di talento insomma…come non ammirarlo? Pur non pretendendo di essere il nuovo Hemingway –in fin dei conti la sua scrittura è al servizio del cibo- riesce a trasmettere il suo amore per quello che fa, a divertire e a far riflettere: tutto quello che uno scrittore in fin dei conti dovrebbe fare.
Questo giro del mondo è molto più di una descrizione di paesi e di cibi: ci sono le persone, le culture diverse, perfino la vita e la morte.
A questo proposito, sconsiglio questo libro ai vegetariani convinti e agli ipersensibili; alcune scene sono molto crude, e spesso non ci si va molto leggeri con gli animali, ma sono scene che non si possono slegare dal contesto, dai paesi in cui sono ambientate. Anche perché l’animale, per quanto spesso ucciso anche malo modo, viene trattato con più dignità di quanta possa averne qui da noi “occidentali civilizzati”, in cui arriva direttamente tagliato-pulito-e-incellophanato. De-naturato, insomma.
Dopo aver letto Kitchen Confidential (che non mi stancherò mai di consigliare, ancor più di questo) ho fantasticato di poter diventare un cuoco di successo (proprio come farebbe un bambino che legge un libro di pirati), ho cominciato a comprarmi coltelli e verdure, modificando perfino la mia dieta a base di pizza surgelata; dopo questo libro, invece, sarei pronto a prendere un aereo per un paese esotico e provare a mangiare cuore di cobra o pesce palla. Pronto per l’avventura!
Bourdain (per come ce la racconta) è stato un uomo fortunato nella vita, e se ne rende perfettamente conto. Ha trovato la sua strada, la passione che gli ha prima di tutto consentito di sopravvivere, poi di vivere –sembra- divertendosi pure! E con (una apparente) umiltà ci rende partecipi di questa sua fortuna, la condivide con noi. Ci trasmette letteralmente le sue passioni.
Magari è tutta una farsa e lui non è quella “simpatica canaglia” che vuole farci credere, ma mi piace continuare a credere di averlo un po’ capito attraverso i suoi libri, e che in un certo senso con la sua scrittura ammiccasse un po’ a me, come a dire “ehi, ci siamo capiti io e te”. Insomma, voglio continuare a illudermi che non abbia neanche bisogno di inventarsi romanziere a tutti gli effetti: lui stesso è già un personaggio meraviglioso!

Il viaggio di un cuoco (Anthony Bourdain)Il viaggio di un cuoco (Anthony Bourdain)
Viaggi
(A Cook’s Tour)
Ed. Feltrinelli, Universale Economica | 292 pagine – ISBN 88-07819650
Prezzo di copertina: € 8,50


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